La decisione dovrebbe arrivare a breve. La chiesa Sainte Catherine, la seconda chiesa più grande di Bruxelles dopo la cattedrale, è minacciata di essere demolita o trasformata in un mercato di frutta e verdura. La chiesa appartiene al Comune di Bruxelles, è in cattivo stato e il numero di parrocchiani non fa che diminuire. Essa inoltre non presenta, per la sua difesa, un’unità di stile tale da conferirle un interesse architettonico.

Tuttavia la chiesa, costruita dall’architetto Joseph Poelaert e dal suo allievo Wynand Hanssens, è tutelata: non può essere toccata. È probabilmente per questo che il primo progetto di demolirla per sostituirla con una serie di alloggi non è stato preso in considerazione. Oggi si propone di farne un “ghiotto mercato”. Al massimo ai parrocchiani sarà concessa una piccola cappella all’entrata del mercato, ma troppo piccola per loro. Il Comune di Bruxelles potrebbe così fare un bel colpo immobiliare risparmiandosi le spese di restauro.

 

La fabbrica della chiesa aveva proposto una soluzione mista che avrebbe lasciato una parte della chiesa al culto, ma pare che questo progetto sia stato rifiutato. Bruxelles è storicamente nelle mani dei liberali e dei socialisti, di conseguenza la chiesa minacciata ha poche speranze di essere difesa sul piano politico.

La sua dissacrazione sembra inevitabile nonostante la petizione degli “Amici della chiesa Sainte Catherine”, che ha raccolto migliaia di firme in poche settimane. Ma sono rari i casi in cui si fanno petizioni in un Paese in cui tutto si decide senza mai consultare la popolazione. Inoltre mons. Lockerols, vescovo ausiliare di Bruxelles, non sostiene gli “Amici della chiesa Sainte Catherine” nella difesa della chiesa.

In un comunicato del vicariato di Bruxelles (8 novembre 2011) si può leggere che la dissacrazione di Sainte Catherine fa parte di una «riflessione globale per l’insieme delle chiese della città». D’altra parte non si parla della dissacrazione della chiesa Sainte Catherine, ma della sua «riaffermazione», termine che la dice lunga sulla combattività dei vescovi. Per loro la causa della chiesa Sainte Catherine, come quella dell’evangelizzazione, è persa in partenza.

Fonte: www.corrispondenzaromana.it

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