L'Open-VLD ha presentato una sua particolarissima interpretazione della regione di Bruxelles e dei suoi abitanti che ha fatto molto discutere per il suo carattere omofobo e forse anche un po' razzista. Molenbeek e' ribattezzato come "casa di Casablanca" e Schaerbeek in "Little Turkistan".

 

Molti brussellesi non hanno accolto con lo stesso umorismo e distacco del ministro liberale fiammingo di Bruxelles, Guy Vanhengel, la singolare brochure che l'Open-VLD ha recentemente inviato ai cittadini, con una curiosa mappa geopolitica intitolata "Bruxelles cosmopolita".

Nelle pagine interne del depliant viene rappresentata la "visione liberal-fiamminga" della "cosmopolita Bruxelles".
Si distingue in particolare la "Casa di Casablanca" (Molenbeek), "Galiciëtown" (Saint-Gilles), "Little Turkestan" (Schaerbeek e Saint-Josse) o la "enclave FDF" (la zona intorno al Comune di Woluwe Saint-Lambert, la roccaforte di Olivier Maingain, leader del movimento federalista francofono).

Per la socialista Hermanus, questa carta è l' "espressione di omofobia e di un razzismo malsano" ma  la firmataria del testo che accompagna la mappa, la parlamentare Khadija Zamouri del Open-VLD "si rammarica che il messaggio non sia stato compreso" e spiega che "non si puo negare che ci sono molte persone come me che sono di origine marocchina che abitano a Molenbeek!"

La mappa che identifica i quartieri di Bruxelles in base alle popolazioni che la compongono e' un po' "ghettizzante" soprattutto per i nomi scelti. Si distingue in particolare la "Casa di Casablanca," per Molenbeek, o "Gay Bruxelles" per identificare la zona del centro di Bruxelles a maggior concentrazione di locali per omosessuali.

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