Bruxella torna ad occuparsi dei simboli di Bruxelles, e più precisamente di un icona della musica contemporanea, Jaques Brel. Riscopriamo insieme il poeta della musica belga e dei luogi simbolo che lo hanno reso famoso a Bruxelles.

Jacques Brel, il grande chansonnier, nasce a Bruxelles (e più precisamente a Schaerbeek) nel lontano 1929. Non appena maggiorenne, inizia a frequentare un movimento di ispirazione cristiano-sociale chiamato la Franche Cordée, che ispirerà le sue prime produzioni artistiche, all'interno delle quali lascerà trasparire gli ideali vissuti all'interno del gruppo, come la religiosità, l'umanitarismo evangelico e il cristianesimo.

Il suo debutto nel campo dello spettacolo è nella capitale belga, dove partecipa a diversi spettacoli teatrali. In questi anni inizia a proporre alcune canzoni di sua produzione all'interno di cabaret, balli e serate mondane: è così che il suo pubblico impara a conoscerlo e ad apprezzarlo. Nel 1953 Jacques Brel incide il suo primo disco con le canzoni "Il y a" e "La foire", con cui ottiene un successo musicale che coinvolge Bruxelles ma non solo. La sua voce, infatti, raggiunge Jacques Canetti, uno dei talent scout più famosi dell'epoca, che lo convoca a Parigi, dove inizierà un periodo ricco di lavoro, canzoni di successo, spettacoli e dischi.

Jacques Brel dà il via alla propria carriera di cantante che, per qualche anno, gli permette di rimanere in vetta con le vendite dei suoi dischi e di partecipare fino a 350 spettacoli l’anno. Stanco di questa vita mondana e frenetica, decide di abbandonare il campo della musica per lasciare il posto ad una esperienza come regista che si rivelerà breve e da cui non riuscirà ad ottenere il successo sperato. Arriva così il lungo periodo dedicato ai viaggi che lo portano in ogni angolo del mondo finché, malato da un terribile cancro ai polmoni, decide di tornare in Francia dove viene a mancare il 9 ottobre 1978 a Bobigny.

Una delle caratteristiche che hanno da sempre contraddistinto il cantautore belga è l'autoironia, quella capacità di mettersi in discussione che gli ha permesso di distinguersi negli anni dalla massa. Nelle sue canzoni parla di luoghi comuni, ipocrisia e frasi fatte che appartengono spesso al comportamento dell'uomo. Ciò nonostante, non si considera un super-partes, ma ha il coraggio di ammettere i propri difetti e trasformarli in musica neomelodica, alternandosi tra tonalità romantiche e briosamente divertenti.

Jacques Brel, sebbene abbia condotto la maggior parte della sua vita in Francia, rimane comunque nell'orgoglio del popolo belga, che nel 1982 gli ha dedicato una stazione della metro appartenente alla linea 5, successivamente decorata da Maurice Wyckaert.

Se volete rivivere i primi anni della carriera artistica di Jacques Brel, potete sedervi in uno dei tavoli del pub A la morte subite, dove il cantante trascorreva molte serate, oppure partecipare ad uno degli spettacoli del cabaret La Rose Noire.

Tra i luoghi più famosi dove si è esibito a Bruxelles il Grand Jacques, ricordiamo sicuramente l'Ancienne Belgique, la sala dedicata ai concerti dove ha fatto uno spettacolo insieme a Charles Aznavour, e il Bozar o Palais des Beaux-Arts dove ha eseguito la sua ultima performance prima dell'addio alla sua carriera di cantautore.

Tutti i fan del chansonnier ritrovano oggi il loro punto d’incontro alla Fondazione Jacques Brel, una libreria dove il produttore di musica Pouchenel tiene le canzoni scritte dal 1962. E’, inoltre, possibile visitare un’esposizione della vita e delle opere del mito.

photo credit: Mitternacht via photo pin cc

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