Oltre a Peyo, ricordiamo un altro famosissimo fumettista belga che ottenne un successo a livello mondiale grazie alla realizzazione delle proprie striscette comiche: si tratta di Georges Prosper Remi, in arte Hergé, noto ai più come il papà di Tintin.

Il suo approccio con il mondo del fumetto fu quanto mai casuale; fu affascinato dapprima da autori come George McManus, ma anche da una realtà del tutto nuova per quegli anni: il cinema. E' da qui che prendono vita le sue prime storie, come "United Rovers Présente: un grand film comiche", un vero e proprio esercizio di stile dove Hergé ha iniziato a prendere dimestichezza con inquadrature, ritmo e regia dinamica.

Il primo a vedere in lui un grande potenziale fu l'abate Wallez che fu estasiato dai suoi disegni, al punto da considerarli come uno spunto da cui i ragazzi più giovani potevano essere attratti e da utilizzare per la diffusione di messaggi religiosi. E' così che nelle pagine del Petit Vingtième, un supplemento del quotidiano cattolico, che Hergé debuttò nel mondo dell'editoria con le avventure di Tintin. Inizialmente il personaggio è fortemente condizionato dall'abate, che lo volle utilizzare per diffondere messaggi di pace. Dopo poco tempo, però, l'autore decise di scrollarsi da quei paletti che bloccavano la sua creatività per dare un tocco tutto suo ai racconti. E’ l’inizio di un successo senza precedenti.

La sua presenza all'interno degli ambienti politici di destra cattolica, dove portava avanti il proprio lavoro, e la collaborazione con il quotidiano Le Soir furono la causa scatenante per la diffusione delle accuse di collaborazionismo nei suoi confronti dopo la seconda guerra mondiale. In suo aiuto accorse il partigiano Raymond Leblanc che gli fece fondare il settimanale Tintin. Per la realizzazione dei suoi fumetti chiese la collaborazione di alcuni amici, che lo aiutarono a rendere Tintin un personaggio famoso in tutto il mondo, come Jacques Martin, Bob De Moor, Roger Leloup ed Edgar Pierre Jacobs, autori che successivamente entrarono a far parte degli Hergé Studios.

Negli ultimi anni Tintin è stato ripreso come personaggio principale all'interno di alcuni film, tra cui quello del regista Peter Jackson "Le avventure di Tintin - Il segreto dell'unicorno".

Al suo contributo come artista, nel 2009 è stato inaugurato a Bruxelles il Musée Hergé: i disegni degli anni Venti sono stati fonte di ispirazione per la realizzazione del logo del museo, composto da un mix tra la lettera H (iniziale del nome dell’autore), la testa di Tintin e la forma dell’edificio. Visitare il Museo Hergé è come entrare di colpo all’interno di un film, dove si diventa protagonisti di fantastiche e mirabolanti avventure. Qui è possibile visitare le 8 sale espositive, che si differenziano tra loro per lo stile e gli interni: in ognuna di esse sono contenuti film, oggetti, esperienze visive e modellini che vengono cambiati periodicamente ogni quattro mesi, mentre le grandi vetrate esterne riprendono il motivo delle vignette dei fumetti. La struttura è localizzata a Louvain La Neuve, a circa mezz’ora di strada dalla capitale belga ed è aperta tutti i giorni tranne il lunedì e il 25 dicembre.

 

photo credit: shehan365 via photo pin cc

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